sabato 12 settembre 2009

Guidolin: "Proviamoci!"

“Se andremo sereni a San Siro, prenderemo 12 gol. Se, invece, andremo là con la convinzione che ci sono dei punti salvezza in palio, sarà quel che sarà, ma ce la giocheremo – dice l’allenatore del Parma Francesco Guidolin alla vigilia della gara di San Siro contro l’Inter – Sono tre anni che l’Inter vince in Italia con una certa facilità, perciò la vedo comunque dura. Difficile dire dopo due partite come sarà la stagione, ma comunque a me quest’anno sembrano molto più imprevedibili e moto più bravi a palleggiare rispetto agli ultimi anni. Se li pressiamo male, rischiamo di ritrovarci con sette o otto triangolazioni e con la palla nella nostra rete… Se loro sono al top sarà dura, altrimenti non ci sarebbero le gerarchie. Noi dovremo puntare sulle nostre qualità: applicazione, determinazione, concentrazione, voglia di compiere l’impresa. Noi ci dobbiamo provare.”


Francesco Guidolin, domani contro l’Inter sfida della verità…
“Domani ci attende una gara molto difficile, come ce ne saranno altre e come bisogna abituarsi a fare, se si vuole restare in Serie A. Dovremo cercare di essere bravi, precisi e sappiamo che questo può non bastare. Quando si va a Milano si cerca sempre di fare una bella figura, perché ci sono degli avversari che possono anche farti fare una brutta figura. Se ci mettiamo tutto quello che abbiamo dentro, se saremo preparati e se ci crederemo, potrà venire fuori la partita della vita.”

L’Inter è una corazzata: come l’ha vista contro il Bari?

“Nella prima giornata di campionati il Bari al Meazza ha disputato una grandissima partita, e poi in quella gara l’Inter non era al top, come ha definito la sua squadra Mourinho stesso nel post partita. Noi ci aspettiamo i nerazzurri al top, come è giusto che sia per una squadra campione d’Italia per quattro anni consecutivi; non crediamo assolutamente che saranno deconcentrati e con la testa già al Barcellona. Non ci credo neanche all’1%: se quella contro gli spagnoli fosse una semifinale, allora ci potrebbe stare; viceversa sarà la prima gara di un girone, perciò l’Inter non sarà assolutamente deconcentrata. Credo sia del tutto innaturale avere una distrazione per una gara che non sarà decisiva, visto che l’Inter potrebbe arrivare anche seconda nel proprio girone di Champions League e qualificarsi lo stesso. Troveremo la migliore Inter.”

L’Inter è al massimo; il Parma invece?
“Saremo pronti a sfidare questa grande squadra, anche se non posso dire cosa riusciremo a fare.”

Durante queste due settimane come ha visto la squadra?
“Ho visto una squadra che ha lavorato bene: durante la prima settimana eravamo più sereni, forse perché lontani dall’impegno di domani, ma in quest’ultimi giorni ho visto i ragazzi tutti molto motivati e molto carichi.”

Quest’ultima settimana è servita soprattutto ai tre nuovi per affinare i meccanismi ed inserirsi bene nel gruppo?
“Assolutamente sì, e non credo che per Amoruso, Dzemaili e Zaccardo ci saranno grosse difficoltà. Si tratta solo di avere ancora un po’ di pazienza perché i ritmi di lavoro sono diversi. Le indicazioni che un tecnico ricava sono diverse da allenatore ad allenatore, ma io li ho visti bene fisicamente e mentalmente.”

Ce n’è qualcuno di questi tre che potrebbe giocare già domani pomeriggio?
“Sì, potrebbe esserci questa possibilità, soprattutto per Zaccardo che è quello che conosco meglio.”

A proposito di Zaccardo, in quale ruolo la convince di più?
“Cristian l’ho avuto con me sia a Bologna che a Palermo, ed ha ricoperto tutti i ruoli della difesa. Nell’ultima stagione a Palermo avevo l’intenzione di utilizzarlo come centrocampista davanti alla difesa, ma non perché fosse il ruolo a lui destinato, ma perché per me Zaccardo può fare anche questo. Non c’è stata l’occasione, ma questo ruolo lui poi l’ha provato anche nel Wolfsburg, la squadra che poi è diventata campione di Germania. Credo che Zaccardo rimanga comunque un difensore che però ha la duttilità e la capacità di giocare in più ruoli.”

Il suo collega Mourinho continua a dividere: c’è chi lo ama, chi lo odia, chi lo ritiene un grande comunicatore: lei da che parte si schiera?
“Io non vorrei schierarmi da nessuna parte, perché sembra che ci sia l’obbligo di relazionarsi o di dare un giudizio: esprimere un giudizio su una persona che non si conosce direttamente per me non ha senso. L’unica cosa che mi sento di dire è che è un allenatore che nel giro degli ultimi cinque sei anni ha vinto tutto e dappertutto, perciò i risultati parlano per lui.”

Anche l’Inter, come tutte le armate, ha dei punti deboli…
“Sono tre anni che l’Inter vince in Italia con una certa facilità, perciò la vedo comunque dura. Difficile dire dopo due partite come sarà la stagione, ma comunque a me quest’anno sembrano molto più imprevedibili e moto più bravi a palleggiare rispetto agli ultimi anni. Se li pressiamo male, rischiamo di ritrovarci con sette o otto triangolazioni e con la palla nella nostra rete… Se loro sono al top sarà dura, altrimenti non ci sarebbero le gerarchie. Noi dovremo puntare sulle nostre qualità: applicazione, determinazione, concentrazione, voglia di compiere l’impresa. Noi ci dobbiamo provare.”

Il Parma quest’anno ha dimostrato di essere imprevedibile…
“La duttilità che ci ha contraddistinti in queste prime uscite potrà essere un’arma a nostro favore. L’imprevedibilità non sta solo nel sistema di gioco che si propone ma anche nell’utilizzare alcuni calciatori in ruoli diversi, anche all’interno della stessa gara, e dalla loro capacità di essere imprevedibili sul campo. E l’Inter è molto brava in questo: Milito, secondo me, è uno degli attaccanti più bravi al mondo. Anche Eto’o è un grandissimo attaccante; Balotelli è altrettanto imprevedibile: insomma, l’Inter è una squadra forte.”

Come ha visto Bojinov negli ultimi 20 minuti della sua Bulgaria contro l’Italia?

“L’ho visto bene, molto propositivo e molto voglioso: delle volte esagera, perché appena entra dà la sensazione di voler spaccare il modo, ma questo può essere un fattore positivo, per quello che è l’aspetto della voglia di giocare del ragazzo. Certo che se avesse segnato e la partita fosse finita 2-1 per l’Italia ma con una sua rete, sarei stato più contento.”

C’è tensione nello spogliatoio?

“Se andremo sereni a San Siro, prenderemo 12 gol. Se, invece, andremo là con la convinzione che ci sono dei punti salvezza in palio, sarà quel che sarà, ma ce la giocheremo.”

fcparma.com


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